Sergio Marcelli

Sono nato ad Ancona nel 1971.
Lavoro come fotografo dai primi anni Novanta e, a distanza di quasi trent’anni, se dovessi definire la mia attività lo farei con due parole: ricerca trasversale.
Trovo restrittivo descrivermi attraverso un genere specifico, questo perché amo sperimentare nuovi linguaggi: ho lavorato nella pubblicità, nell’architettura, nella moda ma non disdegno un servizio matrimoniale se fatto con i giusti presupposti.

Amo l’arte: i miei lavori sono stati esposti in Italia e all’estero: in Germania, Spagna, Svizzera.

Amo pure l’insegnamento: ho iniziato che ero fresco di studi.
Dal distillato di questa esperienza è nato un manuale che ho pubblicato nel 2016 con Hoepli editore: il Trattato fondamentale di fotografia.

Da allora ho iniziato anche a tenere workshop, collaborando tra l’altro con New Old Camera, uno spazio milanese che ama definirsi il ritrovo per gli amanti della fotografia, e Ars Imago International.

Credo che tra digitale e social tutti abbiano iniziato a fotografare, ma pochissimi sappiano farlo.

Forse per questo, dopo varie collaborazioni, ho deciso di dare vita ad un mio blog dedicato alla cultura dell’immagine: Immagine persistente.

La fotografia però non è il mio solo interesse.
Da bambino disegnavo con vecchi pennini ad inchiostro. Mi hanno sempre affascinato gli oggetti desueti e quando, ancora studente, mi sono imbattuto in una vecchia cinepresa super 8 non potevo non provarla.
Ancora il digitale era un miraggio, e la pellicola aveva il suo perché. Oggi gli standard sono ben diversi, ciò nonostante credo che le tecniche tradizionali non vadano dimenticate.
La mia estetica forse si basa proprio su questo.
Amo poter giocare con linguaggi e tecniche diverse fino a fondere il tutto insieme.

Così è nato il mio progetto più recente. Un documentario su FM Einheit – un musicista icona della subcultura berlinese degli anni Ottanta – che ovviamente sarà girato anche in super 8.